Scout Agesci: non essere adatti alla carriera

Nella puntata di “Mi manda Raitre” di ieri sera una famiglia di Potenza contesta l’allontanamento del proprio figlio da un gruppo scout dell’Agesci: secondo i responsabili locali dell’associazione, il ragazzo, affetto da un ritardo mentale, non sarebbe in grado di far fronte alle responsabilità che il suo nuovo ruolo di “esploratore” prevede.
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Nel 1984, qualche anima pia preoccupata della mia sorte, ha fatto in modo che venissi arruolato negli scout, gruppo Agesci, della mia circoscrizione. Da lupetto, tutto sommato, non me la sono passata tanto male. I guai sono arrivati dopo, quando per cause anagrafiche sono diventato un Esploratore Guida, E.G.
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Agli occhi della società di allora ero oggettivamente un ragazzino con poche speranze di sopravvivenza:
- senza padre
-con una madre, prodiga e poco attenta, che non si curava del fatto che suo figlio passasse i pomeriggi nei bar a osservare i “grandi” mentre giocavano con i videogames
-di ceto sociale decisamente basso
-particolarmente vivace.
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Molto probabilmente era per questo motivo che i capi supremi della circoscrizione alla quale facevo parte, praticavano un efficace mobbing per farmi decidere spontaneamente di allontanarmi da quel gruppo di scout. Non voglio tediarvi nel raccontarvi le angherie che ho subito durante l'ultimo campo in montagna!
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Ieri sera seguendo la trasmissione condotta da Andrea Vianello ho capito che il proposito dei maltrattamenti che subivo era derivato dalla filosofia organizzativa, quella vera, e cioè che l'Agesci ha l'obiettivo di selezionare persone che diventeranno capi all'interno dell'organizzazione.
Infatti, oltre che per motivi di responsabilità nel gestire nel proprio gruppo di esploratori una persona diversamente abile, ieri sera è emerso che il ragazzo affetto da ritardo mentale era stato allontanato anche perché non aveva la capacità di fare “carriera”.
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Bene!
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Nell'attesa che la Rai pubblichi il contenuto della trasmissione sul sito, informo i capi scout che malgrado le basse prospettive, per mezzo di borse studio e soprattutto grazie a persone poco bigotte ho studiato all'estero e mi sono laureato a pieni voti.

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