sabato, ottobre 14, 2006

Il grande e-fratello dello Zimbabwe

Comunicazioni internet nello Zimbabwe sotto controllo: e allora?


Purtroppo sono diventato insensibile alla presenza del grande fratello. Mi sento quasi ridicolo a mostrare l' evidenza che qualcuno, chi detiene il potere, ci spia continuamente allo scopo di mantenere il controllo. Monitorano i miei acquisti per stuzzicarmi nell'acquisto di qualcosa d' inutile, analizzano le mie abitudini per conoscermi meglio e sapere come persuadermi il giorno in cui sono chiamato alle urne.

Quello che mi stupisce è che c'è ancora qualche fortunato che si stupisce, scusate la ripetizione, quando scopre che uno stato inventa, anche se con poca fantasia visto che viene utilizzato sempre lo stesso pretesto, un sistema di spionaggio a norma di legge. L' articolo che segue, fonte boingboing.net, riporta la notizia di una legge che permette allo stato di spiare in rete.

Ethan Zuckerman ha pubblicato un post sul suo recente viaggio nello Zimbabwe in cui parla del disegno di legge sulle intercettazioni su internet che probabilmente verra promulgato nella repubblica africana:

Nelle Camere del parlamento dello Zimbabwe si discute sull'approvazione della "Legge sulle intercettazioni delle comunicazioni" (Interception of Communications Bill) , che darebbe vita ad un centro governativo la cui funzione sarà quella di spiare: email, il download delle pagine web, i messaggi istantanei (come Skype, MSN Messanger), le transazioni finanziarie, e tutti i servizi correlati all'utilizzo dei corrieri espressi.

Il capo nazionale della dei Servizi segreti, il direttore generale del Dipartimento della sicurezza nazionale, il commissario statale di polizia e il commissario generale dell' Autorità nazionale per il controllo dei redditi potranno, approvata la legge e autorizzati del ministro dei trasporti e delle telecomunicazioni, avviare un provvedimento di intercettazione qualora si consideri in pericolo la sicurezza nazionale.

Per adeguarsi alla legge, i diversi internet provider saranno costretti-a loro spese-ad installare l' hardware ed il software necessari per procedere all'intercettazione. Contro la promulgazione di questa legge la ZISPA, l' associazione del servizi provider dello Zimbabwe, sta affrontando il parlamento concentrandosi sulla difesa della privacy degli utenti internet.

Anche se la forma varia un pochino, in Italia il controllo avviene da anni e addirittura ormai abbiamo interiorizzato culturalmente la sensazione continua di essere spiati. Un esempio? Tendiamo a non utilizzare al telefono le parole magicamente economiche come "pagare a nero". Crediamo che qualcuno possa leggere i nostri messaggi qualora inseriamo una parolina magica come, guerra, bomba o terrorismo.

Insomma, a forza di assorbirci gli scandali calcio, Telecom, e Savoia scaturiti da intercettazioni telefoniche rese pubbliche con una certa risonanza, potenziamo la nostra capacità di sospettare che il Grande Fratello possa coglierci in flagrante nell'istante preciso in cui manifestiamo l' intenzione di violare una regola.

Vabbe', a questo punto non mi resta che salutare l'FBI.

Così ho la sicurezza che almeno l'intelligence americana legga questo mio post.


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